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Le ragazze della fabbrichina

È la storia di tante ragazze degli anni ’50, che entrano giovanissime a lavorare in fabbrica e lì trascorrono i loro anni belli, quelli della giovinezza, dei primi amori, dei primi soldi in tasca. Pur sentendosi prigioniere di quelle mura, dove non entra mai un raggio di sole né il profumo dei tigli del viale, riescono a volte a evadere con la fantasia e a illuminare l’ambiente con la luce dei loro sogni.


A brief passage of the story for the readers

In quegli anni entrò in fabbrica il primo sindacalista di Agliana, si chiamava Loris Bargiacchi.
Cercava fra noi operaie qualcuna disposta a formare un sindacato interno e ci invitò a diverse riunioni per spiegare a noi, digiune di tutto, l’importanza del sindacato che doveva essere una tutela per i lavoratori, e le iniziative che questo stava preparando per farci ottenere alcuni vantaggi, sia economici che di altra natura.
Cominciarono gli scioperi per il rinnovo del contratto di lavoro; c’erano richieste di aumento di salario e interruzione del turno di mezz’ora per la refezione altri ritocchi, per esempio: l’interruzione del lavoro due ore alla settimana per un certo periodo di studio.
Tempesti era molto contrariato per questa cosa e ogni volta che c’era uno sciopero era motivo di dispiacere.
Ci riuniva e ci parlava come se avessimo fatto a lui personalmente una grossa ingiustizia visto che, come ci ricordava, era sempre stato il primo a darci tutto quello che il contratto di lavoro prevedeva.
Infatti si doveva ammettere che, ancora prima della firma del contratto stesso, noi avevamo tutti i vantaggi previsti.
Avevamo già l’interruzione per la pausa – mensa: in una stanza abbastanza grande aveva fatto installare tavoli e panche per la refezione, e un fornello elettrico, consistente in una grande piastra dove potevamo scaldare i nostri tegamini con le vivande o prepararci una tazzina di caffé.
Quella della pausa per la colazione e per la merenda fu per noi una conquista importante; nella stanza della refezione c’era una mensola dove spiccavano le tazzine colorate da caffé e il vasetto di vetro, che un tempo era stato della marmellata, colmo di polvere nera, e vicina una busta con la “Vecchina”, un surrogato del caffé che ognuna di noi a turno portava da casa.
Alle nove in punto si fermavano le macchine: come uno sciame d’api volavamo nella stanza e, dopo aver mangiato un panino, una di noi mischiava le due polveri e metteva la macchinetta “napoletana” sulla piastra a bollire. L’aroma del caffé si spandeva tutt’intorno, usciva nel piazzale e oltrepassava il cancello; noi si dimenticava di essere prigioniere di quelle mura e si seguiva il suo profumo fino a raggiungere la nostra casa, dove la mamma e i fratelli minori stavano sicuramente, a quell’ora, facendo colazione, e ci si illudeva di essere insieme a loro.

O que é que caracteriza as experiencias narradas do ponto de vista das pràticas, dos significados, dos saberes e aprendizagens que estes podem nos transmitir?

Si descrive un’epoca in cui si cominciava a lavorare già da bambini, inconsapevoli e incapaci di reclamare i diritti più elementari. Un lavoro in fabbrica costituiva un grande aiuto per l’intera famiglia.
Lavorare portò molti ad abbandonare prima del tempo i giochi e la scuola, ma portò anche nelle ragazze di allora una nuova forza: la consapevolezza che potevano essere indipendenti, che avrebbero potuto emanciparsi, un giorno, dall’antica cultura contadina e patriarcale, dalla mentalità provinciale e dai ruoli cristallizzati della donna solo moglie e madre di famiglia.
Nelle prime lotte sindacali, negli scioperi e nelle manifestazioni si cominciarono a vedere anche le donne, che rischiavano molto: a partire dal posto di lavoro.
Oggi non sembra vero che si dovesse scioperare e lottare per chiedere la parità di salario fra uomini e donne, la tutela per la maternità, sia per quanto riguardava il mantenimento del posto di lavoro che per l’assistenza sanitaria (in molte aziende non venivano pagati i contributi assicurativi). Il lavoro delle donne contribuì così non solo al progresso economico della società e al passaggio ad un sistema produttivo moderno, basato sulle macchine e non più sull’agricoltura, ma fece anche emergere il bisogno di servizi per la comunità fino ad allora impensabili, come le strutture per l’infanzia, a sostegno delle mamme lavoratrici, come i primi asili nido OMNI e le scuole materne.

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Biografia di Dunia Sardi

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Women struggles

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Autor - autores

Dunia Sardi <dunia.s@alice.it>

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Texts
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Interviews and life stories (audio,text, video)
Se você escolheu “outro”, específique o tipo de fonte da documentação que você usou:
memorie personali
Lugares geográficos, nos quais, os eventos foram pesquisados, narre-os:
Prato e il distretto tessile pratese
Período, ao qual, os acontecimentos narrados se referem:
1955
Período no qual foi feito o trabalho:
2006
Indique se o trabalho já foi publicado em parte ou integralmente:
No
Que coisa incentiva você a participar desse prêmio? Quais são as suas expectativas?
Il desiderio di mantenere viva la memoria e la speranza di far conoscere alle nuove generazioni un periodo importante della nostra storia anche attraverso le piccole cose..
Country

Italy

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