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Non mi ricordo

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Ginetta M Fino è la moglie di Giuseppe (Pino) Mainieri il quale nel 1996 ha perso la memoria e altre gravi disabilità per un coma profondo e perdita di materia cerebrale a causa di un incidente stradale (sulla via Emilia a CastelS.Pietro). E’ uno spettacolo che coincide con la loro vita. In scena Ginetta ricostruisce un passato condiviso grazie a lettere e documenti audio e video (autentici).Ecco Pino in Tossicamerica (1992 controcelebrazione della scoperta), Ginetta che gli ricorda il loro incontro la sera che era con i compagni in Piazza Maggiore (BO) e cantava:”Quella sera a Milano era caldo…una spinta e Pinelli cascò..”. le lettere che scrisse dalla caserma nel 1975 a Messina quando fu processato e condannato per attività politica, prezioso documento che testimonia chi e come fosse Pino prima del trauma. Parole di un giovane che combatteva per un mondo più giusto e che amava la sua compagna e che le indicano durante il coma la via per affrontare la terribile prova:Vivere non significa sognare e sperare, vivere significa capire e lottare.

O que é que caracteriza as experiencias narradas do ponto de vista das pràticas, dos significados, dos saberes e aprendizagens que estes podem nos transmitir?

Quando fra due persone l’amore e il progetto d’impegno civile e sociale coincide senza alcuna scissione fra privato e pubblico, è possibile raggiungere mete definite impossibili dalla Medicina e da qualunque altro Sapere a cui invece viene delegata supinamente ogni Responsabilità. In questo caso il danno subito da Pino (verificabile con documenti ma ev. con la presenza del professor Nino Basaglia, testimone della vicenda. “Se QUELLO CHE ERAVAMO era una casa, le basi erano buone e con le macerie siamo riuscita a costruire nuovo riparo.”
Ginetta ha usato gli strumenti professionali, artistici ed affettivi in suo possesso al di là delle prognosi di decesso prima, di coma vegetativo poi.
Trasmettono il valore dell’amore, della lotta, della perseveranza,della fede nell’idea…..

Áreas temáticas:

Health right

Autor - autores

Ginetta Maria Fino <ginettefino@gmail.com>

Indique se você participa como (Exigido):

Working group (two or more co-authors)

Secção, da qual você participa:
narrazioni
Linguagem (Exigida):
Other languages
Eventuais colaborações (técnicas, de pesquisa, artísticas, etc.) para a realização do trabalho (simples indivíduos e organizações também):
NomeFunzione svoltaE-mail
Giuseppe Mainieri (Pino) Attore
Corrado Nuzzo Regista
Maria Di Biase Regista
Fabio Avoni Operatore video
Guido Barbieri Voce (registrata da radio3)
Lello Lombardi Voce (registrata)
Línguas usadas para o trabalho (Exigidas):
Italian
Outras características técnicas do trabalho; produção, tempo, formato, modalidade do texto traduzido (dublagem, legendas...):
DVD 12 minuti - è solo il ‘cuore’ dello spettacolo che dura 1 ora -
Qual è o tipo de documentação que você recolheu ou produziu para realizar o trabalho? (Exigida)
Collection of autobiographical texts
O trabalho foi realizado também com a contribuição de músicas, imagens, pesquisas, etc., feitos por outras pessoas (orginal ou já existia)? Quais?
Gli inserti audio, video e di testo sono relativi agli anni 1975, 1992, 1995, 2003
Processo de descrição da construção de histόria: fontes do “modality” da coleção, “modality” de relação entre autores e narradores:
L’autrice del testo e il marito sono coloro che hanno vissuto e vivono la storia messa in scena. I documenti d’archivio della famiglia Fino/Mainieri riprodotti in scena sono un supporto quotidiano per ricordare a Pino chi e come egli fosse ed avesse fatto prima del 1996. Il testo è nato la notte del 17 settembre.

Alle radici di NON MI RICORDO

Nel 1996, mio marito, Giuseppe Mainieri subisce un trauma cranio-encefalico.

Al risveglio ha gravissimi deficit fisici e cognitivo-comportamentali.

Per undici anni, ogni giorno, ho fatto i conti unicamente con il presente perchè

[...]Ginetta ha capito sorprendentemente presto che Pino non sarebbe stato più quello di prima. Il re è morto viva il re. sembrava sottintendere il suo comportamento: inutile perdersi d'animo[...] Dott.Dir. P.Boldrini Dir.e UGC Riabil. Gravi Cerebrolesioni Osp.Treviso da: 1998 "I giorni felici che si vivono quando nascono i fiori" di Giuseppe Mainieri e Ginetta Fino Ed. in cerca degli angeli

Ho imparato ad accettare il nuovo Pino e la perdita dell'altro. Ho riletto e trascritto le sue lettere del 1975-76 e le ho inviate all'Archivio di Pieve S. Stefano. Inaspettatamente Pino giunge fra i dieci finalisti all'omonimo Premio con "Viva la Rivoluzione" . Passato e presente si fondono.

In interviste e incontri parlo delle sue lettere e lui mi è accanto, sono turbata, urge che sia lui a parlarne: il sentimento che lo legava a me, la passione e l'impegno politico di allora e sempre possono emergere solo dalle sue parole, ma non è possibile a causa dello scempio subìto. Eppure di fronte alla platea al microfono di Liza Ginzburg, Pino, con la sua voce (fra disartria e disfonia) fa un discorso che emoziona profondamente:

"Quando ho scritto queste lettere avevo circa 20 anni. Significa che la vita, che le cose sono state fatte e che tutto continua. Corsi e ricorsi continuano. Una cosa scritta prima o poi ritorna. Le cose scritte nelle lettere le ho fatte e sono la documentazione che io c'ero, ero presente e che la vita continua, va avanti. Bisogna solo accettarla e le cose arrivano."

Pino non ricorda nulla del passato, con fatica e dolore rievoco eventi e sentimenti vissuti da lui che ora non può farlo. Nella narrazione occorre che riunisca l'Uno e l'Altro contrariamente a quanto affermo da dieci anni: Pino è morto ma è vivo. E' lui ma non è lui.

La notte del 17 settembre una nuova consapevolezza mi mostra un lui non più diviso. Il Pino di prima è nello stesso corpo di colui che mi dorme accanto. I segni della sua anima rimasta intatta emergono ogni giorno più evidenti. Non mi addormento.

Non siamo quelli cui basta pensare.

Dobbiamo agire il pensiero.

Alle quattro del mattino mi alzo e scrivo il canovaccio di questo spettacolo.

Sulla scena Pino ed io fra presente e passato nella comune passione condivisa per il Teatro interrotta nel 1996 in un'identità densa di valori mai rinnegati, segreto profondo della ripresa post, riunendo in me colui che ho diviso.

Castel San Pietro, 21 settembre2006
Lugares geográficos, nos quais, os eventos foram pesquisados, narre-os:
Castel S.Pietro, Ospedali di Imola e Bellaria in Bologna. Pieve S.Stefano. Bologna Piazza Maggiore.
Período, ao qual, os acontecimentos narrados se referem:
06/1974 - 2009
Período no qual foi feito o trabalho:
09/2006 - 03/2007
Indique se o trabalho já foi publicado em parte ou integralmente:
No
Que coisa incentiva você a participar desse prêmio? Quais são as suas expectativas?
Mi spingono moltissimi motivi ,
ma se il nostro messaggio arriva anche a giovani come Chiara possiamo essere felici

LETTERA RICEVUTA IN FACEBOOK DA UNA SPETTATRICE
Cara Ginetta, la sera dello spettacolo a Soliera
(ndr Giorno della memoria 27 gennaio 2009 Cinema Teatro Italia ) mi sono limitata a farvi dei timidi complimenti ma in realtà avrei voluto dire tante cose... è uno spettacolo al quale ancora penso. la riflessione più immediata che ho fatto è stata quella sul coraggio!
il coraggio di vivere pienamente la propria vita, di accettare i cambiamenti e di "esserci" in quei cambiamenti...il coraggio di lottare, di raccontarsi, di dire ciò che si pensa.
ho apprezzato molto come dalla vostra esperienza siete riusciti a creare una riflessione totale sulla vita, con varie sfumature.
raccontare una storia, personale, inserendola in un contesto storico che ormai è dimenticato, descrivere un dramma e dimostrare che si può superare accettando il cambiamento, e contemporaneamente dimostrare una consapevolezza storica che non subisce,invece, il cambiamento!penso che non sia facile ed è indice di grande intelligenza e sensibilità!
io ho 28 anni e lotto quotidianamente con una realtà che cerca di annientare il coraggio, di renderlo silenzioso, intimo. confrontarmi con i miei coetanei non è semplice ho l'impressione che molti siano arresi ad una vita che non è vissuta ma che è fatta di sopravvivenze.questo non lo riesco ad accettare ed è incoraggiante incontrare delle persone come voi che del coraggio, invece, ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia.
e la cosa bella che siate riusciti a fare è stato di portare tutto questo in teatro.
ti saluto con affetto e spero che questa corrispondenza possa continuare.
un bacio
Chiara Albanese

ASPETTATIVE
L’importante è far risuonare le voci. Noi lanciamo la nostra, se qualcuno la coglie ci rende felici, ma non ci aspettiamo chissà quali risposte.
Ho 54 anni, potrei averne 90 e ho contato sempre e solo sulle mie forse.
Le aspettative appartengono ad un concetto DARE-AVERE che non mi appartiene.
Libertà è autodeterminazione. “Libertà è partecipazione”.
Grazie.
Links e referências úteis (investigações a fundo sobre temáticas narradas, sobre povoados, projetos associados, etc.):
ASSOCIAZIONI TRAUMA CRANICO e Unità di Medicina Riabilitativa del Territorio Nazionale
www.associazionitraumi.it/ - www.neuropatia.net/centririabilitativi.html- www.qsalute.it/lombardia/san-giuseppe/medicina-riabilitativa-fatebenefratelli-san-giuseppe/
www.clicmedicina.it/pagine%20n%2014/sgiorgio_ferrara.htm - 16k -
Progetti ARTE E SALUTE delle USL
Country

Italy

Allegato

CURRICULUM MAINIERI-FINO

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