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Estudos e Pesquisas

Nesta seção apresentamos alguns exemplos dos diferentes tipos de narração.

Aqui também publicaremos as historias que participem no concurso.

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Educarsi alla decrescita. La Mobil

Autor: Gianluca Ricciato <kabala76@email.it>

Le lotte per diffondere la sensibilità sui temi ecologisti sono state tante negli ultimi decenni. Questo testo registra alcuni mesi di vita di un'esperienza tutt'ora in corso, che affonda le radici nei movimenti tedeschi degli anni '70-'80 e viaggia ai nostri giorni nelle piazze d'Italia. Si tratta della "Mobil", casa ecologica itinerante, luogo di convivenze e di dimostrazioni sulle possibilità di intraprendere nuove esistenze partendo dallo stile di vita quotidiano. L'energia del Sole, le esperienze comunitarie, le forme di economia alternativa, e soprattutto le metodologie didattiche e comunicative legate a questi argomenti sono i temi principali di questo lavoro.

La Resistenza Nonviolenta della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò in Colombia

Powos
Autor: Rubèn Dario Pardo Santamarìa <reteitalianadisolidarieta@gmail.com>

Fondamentalmente le fonti di questo testo sono due:

- Libro “Seminando Vita e Dignità. Comunità di Pace di San Josè de Apartadò: 10 anni di resistenza alla guerra. Quaderni Satyagraha, Rete Italiana di Solidarietà Colombia Vive!, Edizioni Gandhi, Pisa, 2007. Rispondendo all'invito della nostra Rete, diversi autori italiani e latinoamericani (tra cui Adolfo Perez Esquivel e Eduardo Galeano), hanno scritto dei testi per conmemorare i 10 anni d'amirevole resistenza civile di questa dignitosa comunità contadina.

- La mia tesi di dottorato presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. “Procesos locales de resistencia para la defensa civil noviolenta en contextos de conflicto armado. Estudio de caso: Comunidad de Paz de San Josè de Apartadò, Colombia. Sono stati intervistati membri chiavi della Comunità di Pace, attivisti sociali, rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani, ecc.

La ferita dell’esilio

Autor: Carmelo Gambacorta <fatomorgano57@hotmail.com>

Ne La ferita dell’esilio ci sono tre parti strutturate: la prima, una ‘fenomenologia’ a più livelli dei processi della globalizzazione (storia, economia politica e logiche e pratiche della sua ‘biopolitica’, che per chi scrive è rappresentata dalla pseudociviltà del Postmoderno; la seconda, ‘cuore’ del libro, è la trascrizione di undici esperienze di esilio di altrettante parti del mondo (antropologia storica), con relative schede storiche e contestualizzazioni biografiche; la terza è un’analisi comparativa e critica (di antropologia politica) del concetto/dimensione di esperienza, ragionando sull’esperienza vissuta dei protagonisti dell’esilio e su quello che si intende per esperienza nel postmoderno.

The Sugar Campaign for Change

Powos
Autor: David Harding <kate.carroll@actionaid.org>

Kenya: The Sugar Campaign for Change (SUCAM)

The sugar industry is crucial to the regional economy of Western Kenya. The livelihoods of many poor out-growers depend upon it. This is the story of how SUCAM, a ‘campaign of ideas’ became a hugely influential presence in Kenya and a force for reform in of sugar industry. SUCAM’s achievements were immense, but it was a campaign of ideas driven by a handful of visionaries amongst which a skilled activist from ActionAid Kenya. SUCAM had a mandate from, but no solid base in farmers, and was limited to governance reform rather than a rights-based analysis of the sugar sector and its global prospects. The industry definitely changed as a result of SUCAM. For example, farmers were paid for the first time in many months. But was there broader social change? The Story of Change process brought the key players together to reflect on what had happened and why and what needed to be done.

Community Facilitation within the EU LEADER+ Program: Experiences from Denmark

Powos
Autor: Victor Vidal <vvv@imm.dtu.dk>

This paper reports on the LEADER+ programme and on the work carried out supporting a rural community in Denmark under this programme. This is a programme that supports development in particularly vulnerable regions of the European countries members of EU. It supports creative and innovative projects that can contribute to long-term and sustainable development in these regions. The main tasks have been the organization and facilitation of conferences and workshops to design innovative projects for the development of the community. Learning to design, plan, manage and facilitate conferences and workshops have also being another central activity. The main purposes of these activities was not only problem solving and strategy making in connection with community development but also the transfer of problem solving skills to the community

STORIE MIGRANTI (Tesi di Laurea Specialistica in Servizio Sociale)

Autor: Alfredo Varone <alfvar@mailinator.com>

Raccolta di interviste biografiche di 5 donne provenienti da diversi contesti e in Italia da almeno 10 anni; rapporto tra la loro storia ed il racconto (auto) biografico; i temi: l’identità molteplice in ciascuno di noi, gli stereotipi, la ricerca dell’Altro, progettare con l’Altro; i luoghi appartengono (quasi) tutti al bacino del Mediterraneo; le vicende personali si riallacciano al rapporto con la famiglia di origine, al “passaggio” in Italia (libera scelta, scelta forzata, scelta obbligata), al rapporto con l’uomo, con i figli, con il “nuovo".

Medicina Social Para População de Baixa Renda e Desemvolvimento Sustentável Certo da Amazonia

Powos
Autor: Carlos Francisco Lobato Álvares da Silva Lobato Álvares da Silva <lobatonet@gmail.com>

Divulgação de minhas propias pesquisas científicas, fatos históricos Frei Orlando e Madre Teresa de Calcuta. Ensino superior para populações pobres e comercio estratégico lugar Amazônia e laboratorios.

Linguagens para a construção do ser e da cidadania em adolescentes e jovens em situação de risco: relato de uma experiência

Powos
Autor: Juliana Zavaglia Mascarenhas Torres Ribeiro <juliana.zmt@terra.com.br>

Trata-se de um relato de experiências vivenciadas por jovens e adolescentes em situação de risco e exploração sexual, integrantes de uma instituição não-governamental do Terceiro Setor, intitulada TABA – espaço de vivência e convivência do adolescente, localizada na cidade de Campinas, SP, que atua na promoção de oportunidades para que discutam, reflitam e construam novas formas de perceber a realidade a partir de suas próprias condições. A investigação visou contribuir, a partir do uso da dança circular e de outros recursos expressivos, para o resgate da singularidade dos adolescentes e jovens, procurando sensibilizá-los para despertar e expandir a consciência, expressando os sentimentos e emoções vivenciados no grupo, possibilitando que construíssem simultaneamente o diálogo interno e o diálogo com os demais participantes e com os diversos materiais plásticos já que a abordagem metodológica adotada na experiência foi a da fenomenologia existencial com o uso de recursos da gestat-terapia.

Dai Conflitti Ambientali alla Democrazia della Terra

Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali nei Sud del Mondo
Autor: ASud - CDCA <luciegreyl@asud.net>

Questo documento vuole presentare il concetto di conflitto ambientale attraverso il racconto dell'esperienza del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali dell'associazione romana A Sud - Ecologia e Cooperazione ONLUS e la presentazione di 10 casi studio.

Il CDCA è un osservatorio per il monitoraggio, l’archiviazione, l’analisi e la diffusione delle informazioni relative alle cause e alle conseguenze dei conflitti ambientali e sociali nel Sud del mondo. L’obiettivo del CDCA è informare l’opinione pubblica italiana ed europea, dare voce alle comunità ed ai popoli del Sud del mondo che non hanno accesso ai mezzi di comunicazione e avvicinare il Sud e il Nord del mondo attraverso un processo di comprensione reciproca e di costruzione di spazi comuni.

Il CDCA si propone di contribuire al dibattito politico in corso in Italia e nel mondo sui cambiamenti climatici e sulle scelte politiche delle istituzioni finanziarie internazionali, offrendo un punto di vista basato su esperienze vissute e informazioni raccolte direttamente nei luoghi dei grandi conflitti ambientali.

A partire dai conflitti studiati e divulgati, il CDCA contribuisce, inoltre, al rafforzamento dei processi di democrazia partecipata e dei meccanismi internazionali per la difesa dei beni comuni e dei diritti umani delle popolazioni nei Sud del mondo. Il Centro evidenzia come lo sfruttamento delle risorse del Sud sia neccessario al mantenimento dello stile di vita consumistico del Nord.

IMPRESE RECUPERATE: UNA RISPOSTA ALLA CRISI?

Powos
Autor: Ana Germani <ana_germana@libero.it>

Il moltiplicarsi di fabbriche e imprese recuperate può essere letto come uno degli indicatori più rappresentativi delle trasformazioni della società civile argentina. Con la crisi del 2001, la presa delle fabbriche da parte dei lavoratori fu accompagnato dalla mobilizzazione di diversi movimenti sociali. La ricchezza del fenomeno non risiede tanto nel suo peso numerico (diversi sondaggi hanno calcolato approssimativamente circa 220 imprese recuperate in tutto il territorio nazionale) quanto nel suo valore simbolico. Nonostante la precarietà e le continue minacce, le fabbriche recuperate sono diventate una alternativa legittima per la società civile e politica. Hanno dimostrato di costituire forme produttive alternative alla crisi, alla disoccupazione, alle politiche assistenziali, instaurando nuovi rapporti fra capitale e lavoro. Il saggio cerca di collocare il fenomeno in una prospettiva storica, individuando alcune delle caratteristiche salienti delle fabbriche e imprese recuperate e dei loro legami con la comunità e altri movimenti sociali,offrendo, infine, un quadro delle sfide principali che le imprese recuperate devono affrontare nell’ attuale fase contraddistinta da un difficile processo di stabilizzazione economica giuridica e produttiva.

The World in a Name - Naming Practices, Resistance and National Identity in Timor-Leste

Powos
Autor: rui g. feijo <ruifeijo@gmail.com>

Dili, Timor-Leste, early 2005.
Nina is a restaurant waitress who narrates to the author of this essay part of her life, concentrating on her names and on the naming practices of her family.(completed by a conversation with her boyfriend, Xiquito)
The author inserts into Nina's narrative the results of his own research on this subject, on parish archives in both catholic and protestant communities, in school registers, in the archive of the Resistance, in several other conversations with Timorese of all kinds.
The idea that emerges from all these disparate sets of data is that the Timorese have moved, during the times of Indonesian occupation, to adopt "portuguese" names - albeit with a great deal of liberality derived from the inventiveness they used to create new names previously unknown - as a sign of their refusal to be integrated by their giant neighbour, and to keep under the new circunstances their autonomy and independent identity. This symbolic movement was facilitated by some institutional actors, and could be accepted by the Indonesian regime. But the overrriding social aspect is one of spontaneous acceptance of this transfigurated "colonial heritage" to produce a new political meaning.
By adopting "portuguese" names the Timorese were taking advantage of the institutional conditions permitted by the Indonesian regime to defy the invaders and refuse to walk along the path of integration that was being imposed upon them.

The Power of Me

Powos
Autor: Patricia Ashie <patricia_ashie@yahoo.ca>

My story is about a Canadian women, her journey of transition and transformation and the impact adult learning can have for individuals, families, industry and society.
It is about self recognition, self worth, achievement, awareness’s, involvement, and responsibility, acceptance of all knowledge’s and equal opportunity right to learn.

ENVIRONNEMENT ET ENERGIES RENOUVELABLES

Powos
Autor: Ngolera Muzinga <mgm202001@yahoo.fr> ,  Kajange NENGA Silvain <Coceda.coalition@yahoo.fr> ,  Malachie Mukungilwa <Mgm202001@yahoo.fr>

Abitare le storie

Autor: Sara Gaudenzi <saragaudenzi@yahoo.it> ,  Lara Gargottich <apollonia80@libero.it> ,  Luisa Magliocco <luisa.magliocco@libero.it> ,  Rosanna Castoro <rosanna.castoro@libero.it> ,  Giovanna Fiore <fiore.giovanna84@libero.it> ,  Giuseppina Dietrich <r.parni@fastwebnet.it> ,  Alessandro Rubino <alessandro.zio@alice.it> ,  Francesca Spagnoli <r.parni@fastwebnet.it> ,  Roberta Parnisari <r.parni@fastwebnet.it>

Abitare le storie è l’intreccio di storie di quartiere, di individui, di gruppi, di servizi, di abitanti, di persone escluse o autoescluse, di partecipanti alla vita pubblica, di personaggi famosi, di persone comuni, di avvenimenti storici, di eventi quotidiani.
Le tematiche sono quindi varie: dalla storia di un gruppo di vigili del fuoco, ad una storia di guarigione; dal racconto di uno scrittore contemporaneo a quella di un operatore della salute mentale; dal resoconto di un convegno sul tema al rapporto di un ente; dall’esperienza di guerra alle tradizioni da salvare; dalla storia di uno a quella di tutti.
Ma Abitare le storie è una lotta quotidiana per il riconoscimento di diritti; per la ricerca di un lavoro e di un permesso di soggiorno, di una autorizzazione e di un tavolo per scrivere, di fondi, di pace interiore, di una casa, di scientificità, di momenti di spensieratezza e divertimento, di riconoscimenti e divulgazione. Non è possibile rendere le fatiche e gli entusiasmi, le vicende personali che nel frattempo entravano nella nostra storia e in quella del progetto stesso, gli impedimenti burocratici o le risorse inattese, le riflessioni continue e gli aggiustamenti. Anche questi temi sono stati comunque oggetto di narrazione.
I luoghi che fanno da sfondo, e nello stesso tempo sono l’oggetto stesso della ricerca, sono quelli dei quartieri romani Delle Vittorie, Prati, Trionfale e Borgo. Zone diverse, ma tutte nate dagli storici “Prati di Castello”. Tanti i monumenti, tanti gli avvenimenti nella storia: Castel S. Angelo, la Basilica di S. Pietro, spina di Borgo smantellata per la costruzione di via della Conciliazione, l’osservatorio romano, il campo della prima partita della Lazio, le sedi RAI, il confinante Vaticano, la vicenda di Monti e Tognetti, il boia mastro Titta, Teresa Gullace.

Lotte contadine nei Castelli Romani di Filomenilde Castaldo e Stefania Ficacci

Autor: stefania ficacci <stefaniaficacci@hotmail.com>

Come sa chi conosce l’argomento, e come sarà chiaro a chi si appresta a conoscerlo, la vicenda di cui tratta la ricerca appartiene a quei capitoli della storia d’Italia per lo più sconosciuti a chi non sia storico di professione.Una storia anche semplice da raccontare, se vogliamo (o almeno, apparentemente…): gruppi di contadini dei Castelli Romani, subito dopo la prima guerra mondiale, messi in difficoltà dalla speculazione dei proprietari terrieri, che approfittano della manodopera a basso costo dei prigionieri di guerra, iniziano una serie di rivendicazioni, che porteranno poi all’occupazione di alcune terre incolte.Il movimento, dapprima spontaneo, viene successivamente inquadrato dal nascente partito socialista, che sull’onda della rivoluzione bolscevica vuole vedere in esso il concretizzarsi di istanze rivoluzionarie più radicali… Ciò mentre alcuni risultati istituzionali sembrano arridere al successo dei contadini, come il decreto Visocchi, con il quale il governo autorizzò la concessione delle terre incolte o mal coltivate alle associazioni contadine per un periodo massimo di quattro anni, prorogabile anche in via definitiva.. Ma ala lunga l’alleanza tra i proprietari terrieri e i poteri forti avrà la meglio. Un successivo decreto, renderà possibile, ai proprietari, l’appellarsi a mille cavilli, per opporsi all’esproprio delle terre, secondo una strategia – forse tipicamene italiana – dove la burocrazia fa da “muro di gomma” dove il conflitto va ad ammortizzarsi… successivamente l’avvento del fascismo spegnerà del tuto questi moti di ribellione e di cambiamento, in una alleanza tra stato e proprietari terrieri che riporteranno la situazione dei contadini ad uno stato quasi feudale.Data la storia, già affrontata da diversi studiosi, e ripresa dalla nostra ricerca, proviamo ora a ragionare su quelli che sono i temi che la rendono, a nostro parere, ancora attuale.

MUJEFA: MUJERES JEFAS DE FAMILIA POR EL DERECHO A LA VIVIENDA Y A LA CIUDAD.

Autor: Charna Furman <charna.furman@gmail.com> ,  Goda Mendoza <godamendoza@hotmail.com>

En el marco de un proyecto de investigación – acción – participativo que se inicia en la Facultad de Arquitectura de Montevideo, Uruguay y que intenta demostrar la necesidad de los hogares monoparentales encabezados por mujeres de vivir en un barrio céntrico de la ciudad, se lleva a cabo un proceso habitacional que tiene como protagonistas a un grupo de mujeres jefas de familia de muy bajos recursos económicos, Una de estas mujeres cuenta hoy la historia de su vida y los cambios positivos que se han producido en este proceso.